Quando una persona che ami ha paura di guidare, è naturale volerla aiutare.
Spesso, però, le parole dette con le migliori intenzioni finiscono per aumentare l'ansia invece che ridurla.
Frasi come "Dai, non è niente", "Devi solo buttarti" oppure "Guido io, facciamo prima" possono sembrare rassicuranti, ma rischiano di rinforzare il senso di inadeguatezza di chi vive la paura di mettersi al volante.
Allora come si può essere davvero di aiuto?
Comprendere l'ansia alla guida
L'ansia alla guida non è una mancanza di volontà e nemmeno una questione di scarsa capacità.
Chi ne soffre sperimenta un'attivazione intensa del sistema di allarme: tachicardia, tensione muscolare, respiro affannoso, paura di perdere il controllo o di provocare un incidente.
Per questo motivo, chiedere semplicemente di "stare tranquillo" raramente funziona. L'ansia non si spegne con la razionalità. Ha bisogno di essere compresa e affrontata gradualmente.
Le cose da NON fare
Quando desideriamo aiutare qualcuno, il nostro istinto è spesso quello di proteggerlo. Tuttavia, alcuni comportamenti possono mantenere viva la paura.
Ad esempio:
- sostituirsi sempre alla persona guidando al suo posto;
- minimizzare ciò che prova;
- criticarla perché evita di guidare;
- fare continue osservazioni durante la guida;
- trasmettere la propria ansia con raccomandazioni eccessive.
Anche se nascono dall'affetto, questi atteggiamenti possono comunicare un messaggio implicito:
"Hai ragione ad avere paura."
Come aiutare davvero una persona che ha paura di guidare
Ascolta senza giudicare
La prima forma di aiuto è offrire uno spazio in cui la persona possa raccontare ciò che prova senza sentirsi giudicata. Non cercare subito una soluzione.
Ascoltare è già un modo per ridurre il senso di solitudine.
Valida le emozioni
Dire:
"Capisco che questa situazione ti faccia sentire in difficoltà."
è molto diverso da dire:
"Non hai motivo di avere paura."
La prima frase accoglie l'emozione. La seconda rischia di far sentire la persona incompresa.
Rispetta i tempi
Superare la paura di guidare richiede gradualità. Ogni piccolo passo rappresenta un successo. Forzare i tempi può aumentare il livello di ansia e rafforzare l'evitamento.
Incoraggia, senza sostituirti
Essere di supporto non significa fare le cose al posto dell'altro.
Può essere più utile accompagnare la persona durante una breve esercitazione, aiutandola a sentirsi al sicuro mentre sperimenta nuove situazioni. L'obiettivo è favorire la sua autonomia, non la dipendenza.
Riconosci ogni progresso
Per chi vive ansia alla guida, percorrere anche pochi chilometri può rappresentare un enorme traguardo. Celebrare questi piccoli passi aiuta a costruire fiducia e autoefficacia.
Molti partner, con il tempo, iniziano ad assumere sempre il ruolo di conducente. Questo può sembrare la soluzione più semplice, ma spesso mantiene il problema. Essere una presenza rassicurante significa accompagnare senza sostituire.
La differenza è sottile, ma fondamentale.
Quando chiedere aiuto a uno psicologo
Se la paura porta a evitare sistematicamente la guida, limita il lavoro, la vita sociale o l'autonomia personale, può essere utile rivolgersi a uno psicologo. Un percorso psicologico mirato permette di comprendere i meccanismi che alimentano l'ansia, modificare i pensieri che la mantengono e affrontare gradualmente le situazioni temute.
Non si tratta di eliminare completamente la paura. Si tratta di imparare a guidare senza lasciare che sia l'ansia a prendere il volante.
