Ansia alla guida: il peso del “devo” e il potere del “posso”

Di Marianna Martini

"Devo guidare senza avere paura."

"Devo arrivare fino a destinazione."

"Devo riuscirci questa volta."

Se soffri di ansia alla guida, è probabile che almeno una di queste frasi ti sia passata per la mente.

Sono pensieri così automatici da sembrare innocui. Eppure, proprio quel piccolo verbo – devo – può trasformare un semplice tragitto in una prova da superare.

Quando la guida diventa un esame, ogni curva, ogni semaforo o ogni tratto di autostrada può essere vissuto come un test delle proprie capacità. Il risultato? Più tensione, più controllo e, spesso, più ansia.

La buona notizia è che esiste un cambiamento semplice, ma psicologicamente significativo, che può aiutarti a ridurre questa pressione: sostituire il "devo" con il "posso".

Non è una formula magica e non è pensiero positivo. È un modo diverso di dialogare con te stesso, capace di favorire un atteggiamento più flessibile e di sostenere la fiducia nelle tue capacità.

Perché il "devo" aumenta l'ansia alla guida?

Il nostro cervello attribuisce un significato alle parole che usiamo.

Quando diciamo "devo", stiamo comunicando che esiste un obbligo.

E gli obblighi, soprattutto quando riguardano qualcosa che ci spaventa, aumentano il senso di pressione.

Se pensi:

"Devo guidare senza avere paura."

stai implicitamente dicendo a te stesso che provare ansia non è accettabile. Ogni minima sensazione di agitazione diventa così il segnale che qualcosa non sta andando come dovrebbe.

Il cuore accelera.

Le mani sudano.

Il respiro cambia.

A quel punto il cervello interpreta questi segnali come una conferma del pericolo. Ed ecco che il circolo vizioso dell'ansia si alimenta.

Non perché tu non sia capace di guidare, ma perché senti di dover dimostrare continuamente di esserlo.

Quando la guida diventa una prestazione

Molte persone non hanno paura dell'automobile. Hanno paura di non riuscire a gestire quello che potrebbe succedere mentre guidano.

Dietro questa paura si nascondono spesso richieste molto rigide verso se stessi.

"Non devo agitarmi."

"Non devo sbagliare strada."

"Non devo fermarmi."

"Non devo avere un attacco di panico."

Queste regole trasformano la guida in una prestazione. E quando una situazione viene vissuta come una prestazione, il cervello entra naturalmente in modalità allerta. Più cerchi di controllare ogni emozione, più diventi sensibile a ogni cambiamento del tuo corpo.

È un meccanismo comune a molte forme d'ansia e non significa che ci sia qualcosa che non va in te.

Il perfezionismo alimenta la paura

Dietro molti "devo" si nasconde il perfezionismo. L'idea che guidare significhi farlo senza esitazioni, senza emozioni e senza alcun margine di errore.

Ma la realtà è diversa. Anche chi guida da molti anni può sentirsi teso durante un temporale, in una strada sconosciuta o in mezzo a un traffico intenso.

La differenza non è l'assenza di emozioni. La differenza è il significato che attribuiamo a quelle emozioni.

Se interpreti l'ansia come una prova della tua incapacità, la paura cresce. Se la riconosci come una normale risposta del corpo a una situazione percepita come impegnativa, diventa molto più facile continuare a guidare.

Dal "devo" al "posso": un piccolo cambiamento che cambia prospettiva

Prova ora a leggere queste frasi.

Devo guidare senza ansia.

Posso guidare anche se oggi sento un po' di ansia.

Noti la differenza?

La seconda frase non elimina la paura. Ma elimina l'obbligo di essere perfetto.

Il "posso" introduce possibilità. Lascia spazio alla scelta. Riduce la pressione. E soprattutto restituisce un senso di competenza.

Lo stesso vale per altre situazioni.

Invece di pensare:

"Devo fare subito l'autostrada."

potresti dirti:

"Posso allenarmi gradualmente fino a sentirmi pronto."

Oppure, invece di:

"Devo arrivare fino in fondo."

puoi provare con:

"Posso fare il tragitto che oggi mi sento di affrontare."

Questa non è una rinuncia. È una strategia che favorisce l'apprendimento.

La fiducia nasce dall'esperienza, non dall'assenza di ansia

Uno degli errori più frequenti è credere di dover aspettare di sentirsi completamente tranquilli prima di guidare.

In realtà accade l'opposto.

La fiducia non arriva prima. Arriva dopo.

Ogni volta che affronti un tragitto, anche breve.

Ogni volta che scopri di poter tollerare l'ansia senza esserne sopraffatto.

Ogni volta che il cervello registra un'esperienza diversa da quella temuta.

La sicurezza si costruisce così.

Non eliminando ogni emozione spiacevole.

Ma facendo esperienza del fatto che puoi affrontarla.

L'obiettivo non è eliminare la paura

Molte persone iniziano a evitare la guida aspettando il giorno in cui l'ansia sparirà completamente.

Purtroppo quel giorno, spesso, non arriva. Perché l'ansia tende a ridursi quando impariamo che possiamo affrontarla, non quando aspettiamo che scompaia da sola.

L'obiettivo, quindi, non è diventare una persona che non prova mai paura.

L'obiettivo è diventare una persona che non lascia più che sia la paura a decidere dove può andare.

Ed è proprio qui che il passaggio dal "devo" al "posso" acquista tutto il suo significato. Non è soltanto un cambio di parole. È il passaggio dall'obbligo alla possibilità.

Dal giudizio alla curiosità.

Dal controllo assoluto alla fiducia costruita, un'esperienza dopo l'altra.

Perché la libertà di guidare non nasce quando l'ansia scompare. Nasce quando scopri che puoi continuare il tuo viaggio anche se, ogni tanto, l'ansia è seduta sul sedile accanto a te.