DSA e istruttori di guida: molto più che tecnica al volante

Di Marianna Martini

Nel percorso verso la patente, l’istruttore di guida svolge un ruolo che va ben oltre l’insegnamento delle manovre. È una figura educativa, relazionale e regolativa, capace di influenzare in modo profondo il modo in cui l’allievo vive la guida e l’esame.

Quando l’allievo presenta un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), questo ruolo diventa ancora più centrale. Non perché servano facilitazioni, ma perché una comunicazione non adeguata può trasformare una difficoltà gestibile in un ostacolo inutile.

Durante la guida, l’allievo deve gestire contemporaneamente:

  • il controllo del veicolo;
  • l’ambiente esterno;
  • le regole della circolazione;
  • le istruzioni dell’istruttore.

Per una persona con DSA, istruzioni verbali troppo rapide, lunghe o ambigue aumentano il carico cognitivo e l’ansia, interferendo con l’apprendimento.

Una comunicazione efficace non è più semplice, ma più strutturata:

  • una consegna alla volta;
  • indicazioni anticipate;
  • linguaggio concreto e diretto;
  • coerenza tra parola e gesto.

Queste modalità non aiutano solo l’allievo con DSA, ma migliorano la sicurezza e la qualità dell’insegnamento per tutti.

L’istruttore come figura educativa

L’istruttore non insegna solo cosa fare, ma anche come interpretare l’errore.

Il peso del feedback

Un feedback centrato sulla lentezza, sull’esitazione o sull’errore ripetuto rischia di rinforzare vissuti di inadeguatezza, soprattutto in chi ha già sperimentato fallimenti scolastici.

Un feedback efficace, invece:

  • valorizza la sicurezza;
  • rinforza i progressi;
  • distingue l’errore pericoloso da quello non rilevante;
  • sostiene l’autoefficacia.

DSA e motivazione alla guida

Molti allievi con DSA arrivano in autoscuola con una storia di insuccessi valutativi. La guida può diventare l’ennesima prova in cui “sentirsi sbagliati”, oppure uno spazio di riscatto.

Costruire fiducia senza abbassare gli standard

Accompagnare un allievo con DSA non significa essere indulgenti, ma coerenti.

Significa:

  • chiarire gli obiettivi;
  • rendere prevedibile il percorso;
  • spiegare il perché delle regole;
  • mantenere standard di sicurezza chiari.

Inoltre, un allievo che impara a guidare in un clima strutturato e non giudicante:

  • gestisce meglio l’ansia da esame;
  • comprende le consegne;
  • interpreta correttamente il feedback dell’esaminatore;
  • mostra in modo più fedele le proprie competenze.

Questo non facilita l’esame, ma lo rende più accessibile e attendibile.

Una formazione degli istruttori orientata alle neurodiversità

Investire nella formazione degli istruttori sui DSA significa:

  • migliorare la qualità didattica delle autoscuole;
  • ridurre l’abbandono e le bocciature non legate alla sicurezza;
  • promuovere una cultura della guida più consapevole e inclusiva.

La guida non è solo una competenza tecnica. È un comportamento complesso, che si costruisce attraverso relazione, comunicazione e fiducia.

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