Istruttore di guida e burnout: il peso delle bocciature

Di Marianna Martini

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Chi lavora nell’insegnamento della guida sa che il proprio lavoro non riguarda solo la tecnica.
Ogni lezione è anche una relazione.

Gli allievi portano con sé:

  • aspettative
  • ansia
  • timore di sbagliare
  • pressione familiare o sociale.

Per questo motivo molti istruttori sviluppano un forte senso di responsabilità verso i risultati degli allievi. Quando qualcuno viene bocciato all’esame di guida, può nascere un pensiero ricorrente:

“Forse non ho fatto abbastanza.”

Ma qui nasce uno dei rischi più sottovalutati del lavoro educativo: l’iper-responsabilità professionale.

La responsabilità dell’istruttore non è totale

Un istruttore può:

  • insegnare le competenze tecniche
  • accompagnare l’apprendimento
  • sostenere l’allievo nei momenti di difficoltà.

Ma non può controllare ogni variabile dell’esame.

Entrano in gioco molti fattori:

  • ansia da esame
  • gestione dello stress
  • capacità di attenzione
  • maturazione personale dell’allievo.

Quando il risultato dell’esame diventa una misura del valore professionale dell’istruttore, il lavoro rischia di diventare emotivamente molto pesante.

Gli istruttori più empatici sono anche i più esposti

Paradossalmente, chi tiene davvero agli allievi è spesso più vulnerabile allo stress.

Gli istruttori più coinvolti tendono a:

  • ripensare agli errori degli allievi
  • sentirsi responsabili delle bocciature
  • investire molte energie emotive.

All’inizio sembra solo dedizione.

Con il tempo può trasformarsi in stanchezza relazionale e burnout.

Non siamo professionisti “a compartimenti stagni”

Spesso agli insegnanti viene detto:

“Non portarti il lavoro a casa.”

Ma quando il lavoro è fatto di relazioni, questa separazione non è sempre possibile.

Le esperienze degli allievi rimangono nella mente dell’istruttore perché fanno parte del processo educativo.

Il punto non è eliminare il coinvolgimento.

Il punto è non trasformarlo in un peso personale costante.

La competenza invisibile dell’istruttore

Oltre alla guida, un istruttore sviluppa nel tempo una competenza spesso poco riconosciuta: la gestione delle relazioni educative.

Significa saper:

  • accompagnare senza sostituirsi all’allievo
  • sostenere senza assumersi tutta la responsabilità
  • restare empatici senza esaurire le proprie energie.

Prendersi cura degli allievi è una qualità fondamentale.

Ma per continuare a fare bene questo lavoro nel tempo, gli istruttori hanno bisogno anche di proteggere le proprie risorse emotive.