Scegliere di non guidare non è sempre una sconfitta

Di Marianna Martini

Viviamo in una società in cui guidare sembra quasi un requisito per essere adulti, autonomi e indipendenti.

Quando qualcuno dice di non avere la patente, di non sentirsi sicuro al volante o di preferire altri mezzi di trasporto, spesso riceve sempre le stesse domande:

"Ma come fai?"

"Non ti senti limitato?"

"Prima o poi dovrai deciderti."

Come se guidare fosse un obbligo e non una possibilità. Eppure esiste una domanda che raramente ci poniamo:

È davvero necessario guidare sempre, in ogni fase della vita?

Avere la patente significa possedere una competenza. Non significa essere obbligati a usarla ogni giorno.

Così come saper nuotare non implica entrare in acqua ogni volta che si passa davanti al mare, anche guidare è una possibilità da utilizzare quando è utile, opportuna e coerente con le proprie esigenze. Questa distinzione può sembrare banale, ma per molte persone rappresenta un enorme sollievo.

Ci sono periodi in cui scegliere mezzi alternativi è una decisione sensata

La vita non è sempre uguale. Ci sono momenti in cui le nostre energie fisiche, cognitive ed emotive sono ridotte.

Può accadere dopo:

  • un incidente stradale;
  • un lutto;
  • un periodo di forte stress lavorativo;
  • la nascita di un figlio;
  • una malattia;
  • un cambiamento importante.

In queste circostanze decidere di utilizzare il treno, i mezzi pubblici, un taxi o chiedere un passaggio non è necessariamente un segnale di fragilità. Può essere una scelta di cura verso sé stessi.

Il problema non è non guidare

Dal punto di vista della psicologia del traffico, la domanda più importante non è:

"Guidi oppure no?"

La domanda è un'altra:

"Chi sta prendendo questa decisione?"

Se scegli di non guidare perché, in questo momento, un altro mezzo è più pratico o più adatto alle tue esigenze, stai esercitando la tua libertà.

Se invece rinunci perché la paura ti impedisce anche solo di considerare un'alternativa, allora la scelta non è più davvero tua. È l'ansia che sta restringendo il tuo spazio di azione.

Liberarsi anche dal senso di colpa

Molte persone raccontano di sentirsi in colpa quando chiedono un passaggio o scelgono un mezzo alternativo. Temono di essere giudicate come pigre, poco autonome o incapaci.

Ma l'autonomia non coincide con il fare tutto da soli.

Essere autonomi significa anche saper scegliere la soluzione più adatta al proprio benessere e al contesto. In alcune situazioni sarà l'automobile. In altre potrà essere il treno, la bicicletta o un autobus.

Il valore della persona non cambia in base al mezzo utilizzato.

Uno degli obiettivi più importanti di un percorso psicologico non è convincere qualcuno a guidare.

È fare in modo che possa scegliere.

Quando una persona può decidere serenamente se prendere l'auto, il treno o andare a piedi, significa che ha recuperato una parte importante della propria libertà. La vera autonomia non consiste nell'utilizzare sempre l'automobile. Consiste nell'avere più opzioni a disposizione, senza che sia la paura a selezionarle.